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intervista

Donare i propri organi: una scelta di vita

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Oggi, la Sicilia è la sesta regione d’Italia per donazioni d’organo e la quinta per numero di trapianti. Fino a qualche anno fa, era al quart’ultimo posto per donazioni e trapianto.

Un racconto denso di particolari è quello che ci apprestiamo a raccontarvi attraverso la voce di vari specialisti dei trapianti che rappresentano i tre poli di eccellenza della Sicilia e cioè l’Arnas Civico di Palermo, l’Ismett, il Centro Universitario Policlinico S. Marco di Catania. Sono risultati di questi giorni e lo riferisco sicuramente felice e orgoglioso- questa è l’affermazione con la quale esordisce Vincenzo Mazzarese (Direttore del Centro regionale trapianti operativo (CRT) della Sicilia, ma anche Direttore dell’UOC di Anestesia e Rianimazione dell’Arnas Civico di Palermo). La terapia intensiva- prosegue Mazzarese- è il punto di partenza di tutto il percorso donazione- trapianto. E’ il reparto dove sono ricoverati pazienti con gravissime lesioni cerebrali che noi proviamo a salvare, perché questo è il nostro lavoro, ma quando tutto ciò purtroppo non si riesce a fare, questo tipo di paziente andando incontro a morte encefalica (il cervello riporta lesioni incompatibili con la vita) può diventare, se l’ha voluto lui, oppure se esprime questo desiderio la famiglia, un donatore d’organo.

In perfetta sintonia con Vincenzo Mazzarese anche Antonino Scafidi (Responsabile clinico operativo del CRT e Direttore dell’UOS di Terapia Intensiva con neuro rianimazione dell’Arnas Civico). La segnalazione del potenziale donatore avviene nelle terapie intensive – così interviene Scafidi- il resto a cascata, coordinato dal CRT che fa da collante tra le terapie intensive e il Centro trapianto dove avviene il termine del processo con i trapianti ai vari riceventi. Una rete fatta di laboratori di patologia clinica, di consulenti, di specialisti, di laboratori di microbiologia, di un team d’infermieri di altissima professionalità che in maniera frenetica continua e costante collaborano tutti nella stessa direzione per arrivare a quella che deve essere la conclusione più sperata, cioè di aiutare quel ricevente in tempi rapidi e sicuri, confortati dalla valutazione clinica che si fa all’interno del CRT. Le liste d’attesa sono regionali e nazionali e rappresentano inequivocabilmente delle priorità che vengono in maniera assoluta rispettate.

Il nostro percorso non poteva non farci incontrare il Prof. Salvatore Gruttadauria (Direttore del Dipartimento chirurgia e Trapianti addominali dell’ISMETT). La cura di un paziente con un’insufficienza terminale d’organo è la nostra priorità perché se non fa, il trapianto andrà incontro alla morte. E’ assolutamente determinato nelle sue affermazioni il Professor Gruttadauria che così prosegue: la possibilità di avere una squadra che a diversi livelli gestisce prima la segnalazione, la donazione e poi nel Centro Trapianti porta a termine l’intervento, da l’idea sia della complessità sia dell’elevato livello della medicina presente nella nostra regione. Tutto ciò- prosegue Gruttadauria-si realizza attraverso la Rete e il sistema dei trapianti. In particolar modo se noi parliamo del trapianto di fegato, il nostro (Ismett) è uno dei centri più importanti a livello nazionale sia per volume sia per tipologia d’interventi. Si tratta di pazienti che hanno bisogno di un fegato per continuare a vivere e quindi sono dei pazienti che sono legati al centro trapianti e a quella telefonata che riceveranno nel cuore della notte, loro e i loro parenti, per continuare a vivere e a sperare in una vita assolutamente normale. Naturalmente occorre che ci siano alcuni parametri di compatibilità (gruppo sanguigno, profilo dimensionale ecc).

Angelo Ferrantelli (Direttore del Centro trapianti rene dell’Arnas Civico di Palermo e Presidente provinciale dell’AIDO) ci riferisce che questo gruppo operativo si muove in sincrono perché si renda possibile quell’atto di grandissima cultura, veramente umana che è la donazione. Nel momento in cui scatta questo meccanismo, tutto diventa operativamente complesso ma determinato alla soluzione, cioè quella di ridare la speranza di vita al ricevente. Se manca, però la cultura della donazione, se manca la tranquillità di potere fare questa scelta in maniera serena, tutto questo è vanificato. L’Aido (Associazione Italiana Donatori Organi) che rappresento come Presidente provinciale, promuove, da più di cinquanta anni, la cultura della donazione di organi e tessuti e, contestualmente la conoscenza e il mantenimento di stili di vita sani, per prevenire l’insorgenza di malattie che possano richiedere il trapianto di organi.

Il nostro ultimo incontro è con Domenico Zerbo (Chirurgo del Centro universitario Policlinico S. Marco di Catania). Ci occupiamo soprattutto di donazione di rene (da donatore deceduto o donatore vivente), ma siamo orgogliosi di dire che siamo il primo centro in Italia che ha approvato il programma sperimentale di trapianto di utero, che già nel 2022 ha permesso la nascita della prima bambina in Italia, concepita con un utero trapiantato.

Un piccolo viaggio emotivo nella Sicilia delle donazioni e dei trapianti, una Sicilia generosa, altruista e pronta per donare. Infatti, dalle ultime statistiche sulla volontà di donare il 70% della popolazione è favorevole. Sicuramente un grande passo in avanti, soprattutto culturale e perché no, di sano altruismo condito dall’amore per la vita!

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Questa è un'intervista pubblicata il 06-05-2024 alle 00:36 sul giornale del 06 maggio 2024 - 56 letture






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